IVA

La legislazione olandese sull'IVA è, come quella italiana, basata sulla direttiva europea sull'IVA. Di conseguenza, ci sono molte somiglianze tra il sistema BTW olandese e il sistema IVA italiano.

L'aliquota normale nei Paesi Bassi è del 21%. Inoltre, si applica un'aliquota ridotta del 6%. Anche per le aziende straniere è semplice richiedere un numero di partita IVA olandese. Questo numero viene automaticamente e immediatamente registrato come numero di partita IVA UE. Anche se non si ha una filiale o un indirizzo nei Paesi Bassi, è possibile richiedere un numero di partita IVA olandese. Molte aziende italiane che importano merci da paesi esterni all'Unione Europea, lo fanno attraverso i Paesi Bassi, registrando l'importazione nei Paesi Bassi e la conseguente consegna all’interno della dichiarazione IVA olandese. A tale fine non è necessario nominare un rappresentante fiscale. Le autorità doganali olandesi sono conosciute per l’efficienza e versatilità. Per aprire una filiale nei Paesi Bassi, è possibile utilizzare il cosiddetto meccanismo di inversione contabile. Nel caso si importino merci da paesi extra UE, è normalmente dovuto il pagamento dell'IVA alle autorità doganali. Se si ha diritto alla detrazione dell'IVA, dovrà essere detratta come imposta a monte nella dichiarazione IVA. Il meccanismo di inversione contabile prevede che non si paghi l'IVA dell'importazione alle autorità doganali ma che la si trasferisca alla dichiarazione IVA. Se si ha diritto alla detrazione dell'IVA, la stessa può essere detratta tramite la dichiarazione dell'IVA e non sarà necessario pagare nulla a saldo. Le dichiarazioni IVA vengono presentate in linea di massima trimestralmente. Un rimborso IVA è generalmente concesso entro 4 settimane dal deposito della dichiarazione IVA.

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IVA ed estero

Se effettua cessione di beni o prestazione di servizi a operatori con sede al di fuori dei Paesi Bassi, è tenuto a verificare eventuali obblighi in tema di IVA vigenti nei paesi di interesse. In questa informativa affrontiamo le problematiche principali con cui può doversi confrontare lavorando con l'estero. Devo mettere in fattura l'IVA? Quale aliquota devo applicare? Chi deve versare l'IVA? In quale Stato va versata l'IVA? Come devo procedere per recuperare l'IVA versata?

Chi è soggetto al versamento dell'IVA e in quale Stato?

Per determinare dove va versata l'IVA, se nei Paesi Bassi o all'estero, è essenziale determinare in primo luogo dove ha luogo la prestazione. Se la prestazione ha luogo nei Paesi Bassi, allora dovrà adempiere agli obblighi IVA dei Paesi Bassi. Se la prestazione ha luogo all'estero, dovrà invece adempiere agli obblighi IVA degli stati esteri.

ATTENZIONE!Il luogo in cui lei si trova nel momento in cui effettua la prestazione non sempre coincide con il luogo in cui risulta essere stata effettuata la prestazione ai fini dell'imponibilità dell'IVA. Pertanto, non commetta l'errore di considerare automaticamente che un servizio da lei prestato nei Paesi Bassi sia anche soggetto all'imposta nei Paesi Bassi. Le regole per stabilire il luogo della prestazione non sono semplici. Innanzitutto è importante distinguere tra l'esportazione di beni e la prestazione di servizi. Infatti, per le due categorie di attività vigono regole diverse. Suggerimento! Anche se, in base alle regole, risulta che la sua prestazione è effettuata all'estero, non è sempre detto che lei debba versare l'IVA nello Stato estero in questione. In molti casi, infatti, può essere applicato il regime di inversione contabile, mediante il quale lei può trasferire l'assolvimento dell'imposta al cliente. Sarà quindi il cliente a dover assolvere agli obblighi relativi all'IVA estera.

Cessione di beni

Cessione di beni ad un soggetto residente nell'UE

La cessione di beni ad un soggetto residente nell'UE rientra generalmente nelle cessioni intracomunitarie non imponibili IVA (aliquota IVA 0%). La condizione è che i beni vengano trasportati dai Paesi Bassi ad un altro Stato membro dell'UE e che lei disponga del numero di partita IVA del soggetto cessionario residente nell'altro Stato dell'UE. Suggerimento! Può verificare il numero di partita IVA del suo cliente su questo sito: http://ec.europa.eu/taxation_customs/vies/. Pertanto: emette fattura senza aggravio di imposta, ma dovrà riportare la dicitura "operazione non imponibile" (aliquota IVA 0%) registrando la fattura nel registro IVA e nei registri delle prestazioni intracomunitarie. Il suo cliente estero effettua un acquisto intracomunitario e versa l'IVA secondo l'aliquota prevista nel proprio Stato (tuttavia può, quasi sempre, detrarre l'IVA stessa nella propria dichiarazione). EsempioLei cede beni ad un soggetto passivo residente in Francia intestatario di partita IVA. In forza della cessione, i beni vengono trasportati dai Paesi Bassi in Francia. Si tratta quindi di una cessione intracomunitaria. Ai fini dell'IVA, la cessione ha luogo nei Paesi Bassi in regime di esenzione. Il suo cliente francese effettua in Francia un acquisto intracomunitario. Egli versa l'IVA in Francia secondo l'aliquota ivi prevista.

Cessione di beni a soggetti privati nell'UE

In caso di cessione di beni a un soggetto privato estero o a una organizzazione estera non soggetta ad IVA, si parla di vendita a distanza. In linea di principio, questa cessione ha luogo nei Paesi Bassi. A seconda del tipo di bene ceduto, lei è soggetto al versamento dell'IVA al 9 o al 21%. Tuttavia, dal momento in cui supera il plafond previsto per le operazioni non imponibili, la cessione diventa imponibile nello Stato membro dell'UE in cui risiede il cessionario. In tal caso dovrà registrarsi presso l'Agenzia delle Entrate di quello Stato membro dell'UE e versarvi l'IVA. L'aliquota dipende dalle aliquote in vigore nello Stato membro dell'UE in questione. ATTENZIONE!Il plafond è cumulativo per Stato e non per cessionario! EsempioFino al 15 giugno 2019 lei cede beni per un valore di € 30.000 a diversi soggetti privati spagnoli. Lei calcola l'IVA secondo le aliquote olandesi e registra i versamenti ai fini della sua dichiarazione IVA. Il 16 giugno 2019 lei cede beni per un valore di € 6.000 ad un soggetto privato spagnolo. Con questa operazione supera il plafond IVA spagnolo, fissato a € 35.000, e pertanto, su questo importo, deve calcolare l'IVA spagnola. Dovrà applicare l'IVA spagnola anche su tutte le altre cessioni di beni verso la Spagna successive a questa data. Dovrà registrarsi in Spagna e versare l'IVA in Spagna, riportandola sulla dichiarazione spagnola. Avendo superato il plafond nel 2019, dovrà poi applicare l'IVA spagnola già a partire dalla prima cessione di beni in Spagna nel 2020. ATTENZIONE!Per molti Stati il plafond è fissato a € 35.000. Tuttavia, vi sono Stati che hanno un plafond diverso. Controlli sempre il plafond fissato dallo Stato di interesse su questo sito.Se non intende tenere conto del plafond o se l'aliquota IVA nell'altro Stato membro dell'UE è inferiore all'aliquota olandese, vorrà probabilmente versare da subito l'IVA estera. Ciò è possibile se sceglie di non applicare i plafond. In tal caso applica fin da subito l'IVA estera, anche se non ha ancora raggiunto il plafond fissato. A tale scopo, deve presentare opportuna richiesta all'Agenzia delle Entrate. La scelta vale per un periodo minimo di due anni.

Cessione di beni a un soggetto passivo o privato residente in uno Stato fuori dall'UE

In caso di cessione di beni a un soggetto passivo o a un privato residente in uno Stato fuori dall’UE, si parla di esportazione se i beni vengono trasportati in uno Stato al di fuori dell'UE. L'esportazione non è imponibile. Condizione per fruire della non imponibilità è la comprovata fuoriuscita dei beni dal territorio UE. In questo caso, non applica l'imposta, ma dichiara l'esportazione (esente IVA) nella sua dichiarazione.

Altre cessioni

Qui sopra abbiamo descritto le regole principali per la cessione di beni. Tuttavia, vi sono altre situazioni per le quali vigono regole diverse. Pensi, per esempio, alla cessione a titolo oneroso di mezzi di trasporto nuovi o semi-nuovi e alle operazioni triangolari. Le operazioni triangolari si verificano quando i beni vengono ceduti da A a B e successivamente ceduti da B a C, ma i beni vengono consegnati direttamente da A a C. Per queste situazioni vigono regole diverse. Suggerimento! Consulti sempre i nostri consulenti circa le regole di imposizione IVA che si applicano alla sua situazione specifica.

Prestazione di servizi

Servizi prestati a un soggetto passivo residente nell'UE

Secondo la regola di base, i servizi prestati a un soggetto passivo in un altro Stato membro dell'UE sono imponibili nello Stato di residenza del cessionario. In questo caso lei non applica né l'IVA olandese né quella estera. Lei cede infatti l'IVA al suo cessionario e questi versa l'IVA al proprio Stato (secondo l'aliquota ivi prevista). Lei dichiara comunque il servizio nella sua dichiarazione IVA e nel riepilogo dei servizi intracomunitari. ATTENZIONE!Questa regola principale prevede delle eccezioni. Ad esempio se il servizio riguarda beni immobili, il rilascio di titoli di ingresso a determinati eventi, il noleggio a breve termine di mezzi di trasporto, il trasporto di persone o servizi di ristorazione o catering. Pertanto, chieda sempre ai nostri consulenti di informarla bene a priori circa le regole IVA che si applicano alla sua situazione specifica.

Servizi prestati ad un soggetto passivo fuori dall’UE

In linea di massima, i servizi prestati a un soggetto passivo fuori dall’UE sono imponibili nello Stato di residenza del cessionario. Non ha bisogno di dichiarare nulla nella dichiarazione olandese. Si informi circa gli obblighi che può dover assolvere nello Stato di residenza del cessionario.

Servizi prestati a un soggetto privato

Secondo la regola principale, i servizi prestati a soggetti privati all'estero sono imponibili nei Paesi Bassi. Su tali servizi lei applica l'IVA. Anche in questo caso vi sono tuttavia molte eccezioni, ed esempio i servizi relativi a beni immobili, i servizi di trasporto, di ristorazione, di mediazione, ecc. Anche per determinati altri servizi, come quelli pubblicitari o di consulenza prestati a soggetti privati in Stati fuori dall’UE, valgono regole diverse. In linea di massima, questi servizi sono imponibili nello Stato di residenza del soggetto privato cessionario. Dal 2019 esiste anche una normativa specifica per i servizi digitali - ossia i servizi elettronici, telecomunicativi, radio e televisivi - prestati a soggetti privati residenti nell'UE. Se in un anno non ha fatturato più di € 10.000 per servizi simili a soggetti privati e nemmeno nell'anno immediatamente precedente, allora, a partire dal 2019, è soggetto ad imposta nei Paesi Bassi. Fino ad oggi, questi servizi erano soggetti ad imposta nello Stato di residenza del cessionario. ATTENZIONE!Se desidera comunque versare e detrarre l'IVA sui servizi digitali a soggetti privati nell'EU, nello stato di residenza dei cessionari, può comunicarlo al fisco olandese mediante un apposito modulo. Può scaricare il modulo dal sito dell'Agenzia delle Entrate olandese (belastingdienst.nl parola chiave "formulier digitale dienst" - modulo servizio digitale). Questa scelta vale fino a disdetta, ma in ogni caso per un periodo minimo di due anni. Il modo più semplice per dichiarare l'IVA in questi casi è attraverso la cosiddetta regolamentazione MOSS. La regolamentazione MOSS le offre la possibilità di dichiarare l'IVA dovuta sui servizi digitali in un solo Stato. Lo Stato è quello per il quale si è registrata/o. In questo caso, presenta la sua dichiarazione IVA in forma digitale. Il fisco olandese invia poi le comunicazioni IVA, insieme all'IVA da lei versata, ai relativi Stati UE.

Rimborso dell'IVA versata nell'UE

Se nel 2018, in qualità di soggetto passivo, ha acquistato beni o servizi in Stati membri dell'UE, può chiedere il rimborso dell'IVA attraverso l'Agenzia delle Entrate dei Paesi Bassi. Dovrà espletare determinate formalità e richiedere il rimborso IVA entro l'1 ottobre 2019. In caso di ritardo della richiesta non ha diritto a rimborso IVA. L'IVA rimborsabile è, per esempio, quella versata in uno Stato UE sul carburante acquistato, sulle spese di trasporto in taxi o sul pernottamento in un albergo durante un congresso. Si tratta, quindi, di tutta l'IVA versata su beni e servizi acquistati da lei o dai suoi collaboratori per motivi di lavoro.

Credenziali di accesso

La richiesta di rimborso IVA deve essere presentata in forma digitale, attraverso il seguente sito: https://eubtw.belastingdienst.nl/netp/. A tale scopo le servono le credenziali di accesso. Se è il suo consulente a richiedere il rimborso IVA per conto suo, allora entrambi avete bisogno di credenziali di accesso. Se ha già richiesto il rimborso dell'IVA a uno Stato UE in passato, dispone già delle credenziali di accesso e dovrà usare quelle. Non può richiedere altre credenziali. Contatti l'Agenzia delle Entrate se le ha smarrite. Se è invece la prima volta che chiede il rimborso dell'IVA a uno Stato UE, richieda le credenziali di accesso tramite l'apposito modulo sul sito dell'Agenzia delle Entrate olandese (www.belastingdienst.nl, parola chiave "aanvraag inloggegevens" - richiesta credenziali di accesso). Deve compilare, stampare e inviare il modulo. Possono essere necessarie fino a quattro settimane di tempo.

Presentazione di domanda di rimborso

La normativa sull'IVA non è semplice. Esistono regole di base, ma sono le eccezioni a complicare la materia. Praticamente nessuna situazione può essere considerata standard. Consulti sempre i nostri consulenti circa le regole di imposizione IVA che si applicano alla sua situazione specifica.

Infine

Secondo la regola di base, i servizi prestati a un soggetto passivo in un altro Stato membro dell'UE sono imponibili nello Stato di residenza del cessionario. In questo caso lei non applica né l'IVA olandese né quella estera. Lei cede infatti l'IVA al suo cessionario e questi versa l'IVA al proprio Stato (secondo l'aliquota ivi prevista). Lei dichiara comunque il servizio nella sua dichiarazione IVA e nel riepilogo dei servizi intracomunitari. ATTENZIONE!Questa regola principale prevede delle eccezioni. Ad esempio se il servizio riguarda beni immobili, il rilascio di titoli di ingresso a determinati eventi, il noleggio a breve termine di mezzi di trasporto, il trasporto di persone o servizi di ristorazione o catering. Pertanto, chieda sempre ai nostri consulenti di informarla bene a priori circa le regole IVA che si applicano alla sua situazione specifica.

Imposta di registro e beni immobili di società

È prevista un'imposta di registro per l'acquisizione della proprietà giuridica e/o economica di immobili siti nei Paesi Bassi. L'aliquota è pari al 6% del valore commerciale dell'immobile.

Anche l'acquisizione di azioni in un'organizzazione che possiede beni immobili è gravata dell'imposta di registro in determinati casi, ovvero: - nel caso in cui, all'atto dell'acquisizione di tali azioni o in qualsiasi momento nell'arco di 12 mesi precedenti, le proprietà dell'organizzazione siano composte per oltre il 50% da beni immobili; a tale proposito è importante considerare che dal 1° gennaio 2011 rientrano tra di essi anche gli immobili non situati nei Paesi Bassi, con il vincolo che la proprietà sia costituita almeno per il 30% da immobili siti nei Paesi Bassi; - nel caso in cui gli immobili siano o siano stati utili ai fini dell'acquisizione, dell'alienazione o dello sfruttamento di altri immobili per una quota pari o superiore al 70 %. Con l'espressione "acquisizione o alienazione" s'intende la compravendita immobiliare, mentre con "sfruttamento" s'intende, in linea di principio, la concessione in locazione; - nel caso in cui venga acquisito un interesse di uno o più soggetti terzi nei beni immobili in questione.In linea di principio, l'utilizzo primario di beni immobili nell'ambito della propria attività aziendale non viene considerato come acquisizione, alienazione o sfruttamento dell'immobile. Nel caso in cui l'attività sia svolta da un gruppo di società e l'immobile ospiti una sola società, non risulta sempre chiaro se sia possibile parlare di bene immobile utilizzato per lo svolgimento della propria attività aziendale. Dalla giurisprudenza consolidata risulta che non rientra nello sfruttamento di beni immobili la concessione in locazione di un bene immobile da parte di una società a favore di un'altra società che svolge un'attività diversa dal commercio e/o dalla locazione immobiliare e che è anche società di partecipazione della prima e da essa fattivamente controllata. Non risulta chiaro se ciò sia valido in altri rapporti di gruppo. A tale proposito è consigliabile prendere accordi con l'Agenzia delle Entrate dei Paesi Bassi al fine di acquisire informazioni certe.

Cumulo con l'IVA olandese

L'acquisto di un bene immobile è soggetto a IVA olandese in base ai casi. Considerato che tale acquisto può essere gravato dell'imposta di registro, tale imposta può essere cumulata all'IVA olandese all'atto dell'acquisto dell'immobile. Solo in un numero limitato di casi prescritti dalla legge l'accumulo delle due imposte viene rimosso con l'esenzione dall'imposta di registro, ovvero nei seguenti casi: -la consegna è legittimamente gravata dell'IVA (ad esempio nel caso di un'acquisizione avvenuta precedentemente, alla data di primo utilizzo o entro due anni successivi) e: - il bene immobile non è ancora stato posto in utilizzo come mezzo aziendale o l'acquirente non può dedurre l'IVA olandese.In tutti gli altri casi non si applica alcuna esenzione per l'imposta di registro e si ha una doppia tassazione.

Detraibilità dell’IVA per le controllanti

Per le controllanti, la detraibilità dell’IVA dipende dal fatto che la controllante in questione possa essere considerata alla stregua di un’impresa o possa fare parte di un’unità fiscale. In generale si può affermare che una controllante la cui sola attività è la detenzione di azioni non è un’impresa, e pertanto non ha diritto alla detrazione degli anticipi di imposta.

Per le società che oltre a detenere delle azioni svolgono anche delle prestazioni, le cose stanno diversamente. Questo tipo di società è un’impresa ai fini IVA. La detrazione dagli anticipi di imposta è determinata dalla misura in cui tale società fornisce prestazioni soggette a imposta.

Detrazione dell’IVA

Per determinare il diritto alla detrazione, esistono tre possibilità:- Una controllante ha il diritto alla detrazione dell’IVA nella misura in cui effettua acquisti che vengono direttamente utilizzati per le sue prestazioni soggette a IVA.- Nella misura in cui gli acquisti vengono utilizzati direttamente per prestazioni esenti da IVA o non soggette a imposta, la controllante non ha alcun diritto alla detrazione.- Se si tratta di acquisti utilizzati sia per prestazioni esenti da IVA, quindi non soggette a imposta, sia per prestazioni soggette a IVA, vi è il diritto a detrazione in base al pro rata della controllante. Il pro rata è il rapporto fra il fatturato ottenuto con le attività soggette a IVA e la somma del fatturato delle attività soggette a IVA ed esenti da IVA.

Detrazione pro rata

Esempio: la società A ha un fatturato pari a € 100.000 totali. La società A svolge prestazioni soggette a IVA per le quali ottiene un fatturato pari a € 80.000. Inoltre, la società A fornisce prestazioni esenti da IVA che le apportano un fatturato pari a € 20.000. Di conseguenza, l’IVA versata sui costi sostenuti per entrambe le prestazioni può essere detratta all’80%.

Attività soggette a IVA della controllante

Una prestazione comune delle controllanti consiste nello svolgere attività di direzione della controllata o delle controllate. In questo caso, la controllante addebita un onorario, emettendo fatture intestate alla controllata per l’importo dell’onorario di direzione più l’IVA.

Influenza della controllante

Se una controllante non addebita alcun onorario di direzione o svolge altre attività, si può tuttavia considerare che eserciti un’influenza, ad esempio quando interferisce (in modo dimostrabile) con la strategia delle controllate. Ai fini IVA, quando la controllante esercita un’influenza, essa può essere inserita in un’unità fiscale. In questo modo, l’unità fiscale ha diritto alla detrazione dell’IVA addebitata alla controllante.

Corte Suprema

Quando una controllante addebita i costi sostenuti alle controllate, questo non comporta una prestazione ai fini dell’IVA. Secondo la Corte Suprema, i costi sostenuti addebitati a una controllata possono essere considerati come una prestazione soggetta a IVA soltanto se l’impresa che ribalta i costi deve svolgere od omettere un’attività a vantaggio della parte a cui vengono addebitati i costi. In altre parole, la controllante deve aggiungere qualcosa.

Detrazione dell’IVA e prestiti in sospeso

Una controllante riceve degli interessi per prestiti in sospeso? In questo caso, le prestazioni sono esenti da IVA. Questo comporta delle conseguenze ai fini della detrazione dell’anticipo di imposta se il prestito di denaro è una parte sostanziale delle attività aziendali, quindi è di entità più che trascurabile. Ciò avviene in ogni caso quando i proventi degli interessi sono elevati quanto i proventi soggetti a imposta.

Conclusioni

Per poter detrarre l’IVA versata da una controllante occorre verificare se essa svolga attività soggette a IVA. La controllante svolge attività di direzione di una controllata? In questo caso la controllante è un’impresa ai fini dell’IVA. In caso contrario, potrebbe essere una controllante che esercita un’interferenza. Se la controllante percepisce introiti da interessi sui debiti in sospeso, essi devono essere inclusi nel calcolo del pro rata qualora siano di entità più che trascurabile.